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Comune di Concordia Sagittaria

Città Metropolitana di Venezia - Regione del Veneto


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Basilica

 

pavimento a mosaicoUn quadro della vita tarda di Concordia è necessariamente legato al nucleo dei primi edifici cristiani e alle lapidi del sepolcreto dei militi. Dopo i saccheggi e le distruzioni portate dai barbari, la vita era ripresa, ma a scapito del grande centro monumentale; i superstiti dovettero lavorare molto per riassestare e rinnovare la città. Li mosse probabilmente il nuovo impegno di cristiani. Forse il rinnovamento coincise con l'erezione della prima basilica, la Basilica Apostolorum, e dagli edifici monumentali dell'ormai fatiscente colonia essi trassero molti dei materiali da costruzione impiegati per il nuovo centro cittadino.
Secondo la testimonianza del vescovo di Aquileia, Cromazio, la grande basilica fu costruita alla fine del IV secolo (389 d.C.) per accogliere le reliquie degli Apostoli Andrea e Tommaso, di S. Giovanni Battista, di Luca e di S. Giovanni Evangelista. L'arrivo di tali reliquie rientrava nella strategia di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, volta a combattere l'eresia diffusa tra le truppe, che a Concordia erano numerose, e a consolidare il Cristianesimo. Se l'origine ufficiale del cristianesimo concordiese è segnata dal sermone XXVI di S. Cromazio, omelia con cui si consacrava il primo vescovo della nuova diocesi, le epigrafi scoperte già nel 1873 nel cosiddetto Sepolcreto dei Militi provano, nella terminologia usata, l'esistenza di una comunità cristiana dalla struttura ben organizzata, in possesso per esempio del prestigio e della forza morale necessari per proteggere da eventuali violazioni le tombe di quei defunti che le si erano affidati. Al termine del IV secolo, dunque, i cristiani di Concordia si caratterizzavano come una comunità compiuta con il suo clero e il suo sepolcreto.
Paolo di Concordia, il più prestigioso membro e capo morale della comunità concordiese, è il destinatario della lettera X di S. Girolamo, datata al 375-76 d.C.. Paolo svolse sicuramente un ruolo fondamentale nel cristianesimo primitivo della città; in gioventù era stato a Roma dove aveva conosciuto S. Girolamo, poi ritrovato ad Aquileia nel Seminarium Aquileiense, una specie di scuola di alta cultura cristiana e comunità ascetica. Paolo aveva una fornita biblioteca ed era in grado di prestare codici rari allo stesso S. Girolamo, il principe dei monaci colti.
La datazione al IV secolo si riferisce, però, alle origini ufficiali della chiesa (ecclesia) concordiese, non alla presenza di una semplice comunità cristiana probabilmente già viva alla metà del III secolo, come dimostrato dal sarcofago di Irenea, oggi al museo civico di Treviso, e dalla Passio Martyrum di Concordia, che si riferisce al martirio di cristiani concordiesi avvenuto nel 304 d.C. sotto Diocleziano.

pavimento basilicaLe principali ricerche archeologiche in piazza Cardinal Costantini iniziarono nel 1950 sotto la direzione di Giovanni Brusin e Paolo Lino Zovatto; durate fino al 1972, esse consentirono di portare alla luce gli edifici religiosi del complesso paleocristiano, uno dei più interessanti in Italia. Le successive ricerche, in particolare quelle svolte tra il 1994 e il 1999 dalla Soprintendenza archeologica per il Veneto, interessarono alcuni settori della basilica e l'antistante quadriportico con gli edifici annessi.
Furono proprio gli scavi condotti nella zona della Cattedrale di Santo Stefano, in periodi diversi, a restituire i nomi di alcuni membri della comunità cristiana concordiese del V secolo, da aggiungersi a quelli già noti dalle arche del sepolcreto tardo antico. Il pavimento musivo della basilica maggiore ricorda, infatti, entro cornici colorate i nomi di coloro che si fecero carico delle spese, come Erculianus e Constantia oppure Theodorus o, ancora, Ursus e Mammula, che finanziarono 150 piedi di mosaico.
Il cortile porticato all'ingresso della basilica minore ospitava varie tombe, alcune delle quali di bambini, come quella della piccola Tarsilla, di soli due anni, alla quale fu rivolta una delicata iscrizione in distici elegiaci:

Qui giace una bambina di due anni e venti giorni, salvata dalla nuova luce dell’anima e dell’alma fede. Il corpo ignaro e bello, le parole dolcissime chiude questo sepolcro; le altre sante qualità le sa Iddio. Fringuello che prende a cantare a primavera, con meravigliosa armonia, pio cinguettio, tu abiti sotto un cielo migliore. Ahimé, Tarsilla, tu recherai il tuo solo nome in cambio di una rinomanza, tuttavia dovrai essere considerata una stella dai tuoi santi. Fu deposta il 5 luglio.

Il sarcofago addossato all’ingresso della basilichetta raccoglieva, invece, le spoglie del presbitero Maurentius:

Giace davanti alla basilica degli Apostoli nella propria sepoltura il santo presbitero Maurentius.

Infine, il recinto dietro la trichora divenne la cappella funeraria di una nobildonna, Faustiniana, ricordata nell’iscrizione sulla fronte del bel sarcofago in marmo presso l’altare:

Faustiniana, donna di rango senatorio, serva di Cristo, ancor viva affidò sé e il suo sepolcro al tabernacolo di Cristo e alla memoria dei Santi. 


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