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Comune di Concordia Sagittaria

Città Metropolitana di Venezia - Regione del Veneto


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Teatro

Parte integrante della struttura della città romana erano gli edifici di spettacolo e di grande aggregazione popolare come il teatro e l'anfiteatro, che svolgevano anche, proprio perché aperti a una larga frequentazione, un ruolo ben preciso e importante nella propaganda imperiale. Erano inseriti preferibilmente in aree un poco decentrate rispetto al centro cittadino, con ogni probabilità per favorire l'afflusso e il deflusso degli spettatori, senza creare ingorghi o intasamenti nei settori più abitati. 
Lo schema di base del teatro romano traeva origine dal tipo del teatro ellenistico con un'innovazione sostanziale che ne divenne la caratteristica più facilmente riconoscibile: la cavea poggiata su sostruzioni artificiali, date da muri radiali collegati da volte, che riducevano progressivamente le loro dimensioni nella direzione dell'orchestra e sui quali poggiavano le gradinate per il pubblico. La fronte scenica (frons scenae) si presentava come una parete delimitata lateralmente da due avancorpi e ornata da due o tre ordini di colonne. Gli emicicli dei teatri di Pompeo e Marcello a Roma potevano ospitare, rispettivamente 27 e 14 mila posti a sedere. Si tratta di cifre prodigiose se paragonate a quelle dei teatri moderni. La passione per la scena, dunque, anche se ormai dirottata su forme più semplici della tragedia e della commedia, come il pantomimo e il mimo, o farsa buffonesca, era ancora in grado di trascinarli.

Chi entrava a Concordia dalla porta ovest della città trovava subito sulla sinistra il grande edificio del teatro, raggiungibile anche dalla porta nord procedendo lungo uno dei cardini. La posizione scelta per la costruzione del teatro, in una delle zone più alte dell'area cittadina, accanto al foro, ma nello stesso tempo vicino alla cinta muraria e tra due porte urbane, risponde infatti perfettamente a quello che era un modello attestato in numerose altre città dell'Italia settentrionale. Le vicine porte permettevano alla folla di spettatori che veniva dal territorio di defluire rapidamente; allo stesso tempo l'edifico era vicino al centro politico ed economico della città rappresentato dal foro.
 
Del teatro di Concordia, di cui già Bertolini e Stringhetta disegnarono la pianta, si sono messi in luce la metà sinistra della cavea e la gran parte dell'orchestra; sono stati, inoltre, individuati i resti della parte sottostante alla scena. Quest'ultima doveva essere affiancata, almeno sul lato sud, da una basilica, che delimitava la zona post scenica verso la strada. Una struttura porticata a più lati, che arrivava fino al cardo massimo e racchiudeva una serie di vani accessibili dall'interno e dalla strada, era probabilmente una sorta di quadriportico necessario al teatro per riparare gli spettatori in caso di intemperie.  E' questo l'aspetto più misterioso del teatro di Concordia, che doveva essere stato uno dei punti monumentali più rilevanti della città e che purtroppo, probabilmente già dal IV sec. d.C., i cavatori di pietre disfecero pezzo per pezzo. Gli scavi più recenti hanno individuato nelle aree della cavea, della scena e dietro di essa tracce dell'antico abitato veneto che precedette la città romana (il fondo di una capanna d'abitazione e di un'area artigianale). Alla distruzione del teatro, d'altro canto, non fece seguito l'abbandono dell'area, che continuò ad essere frequentata, come testimoniano le tracce di una fossa per cavare l'argilla e una fornace ben costruita, messe in luce sempre in tempi recenti. 


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