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Comune di Concordia Sagittaria

Città Metropolitana di Venezia - Regione del Veneto


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Terme

Le terme assunsero nel mondo romano un valore monumentale e un ruolo sociale, come luogo d'incontro, di affari e anche di trattative politiche. Autentico fenomeno di costume, espressione di un particolare modo di vivere il tempo libero, il bagno finì col trasformarsi in un'esigenza quotidiana e la frequentazione delle terme divenne una delle occupazioni fisse della giornata. Al di là dell'opportunità di soddisfare la cura del corpo, ciò che fece delle terme il luogo preferito dai Romani per trascorrervi lunghe ore del giorno fu la possibilità di trovarvi praticamente tutto ciò che potevano desiderare per la ricreazione del corpo e dello spirito. In aggiunta agli ambienti propriamente balneari (e alle palestre che ne erano parte integrante), i grandi complessi termali erano dotati di portici, giardini, fontane, spazi attrezzati per i giochi, luoghi per spettacoli, auditori, biblioteche, spacci di cibi e di bevande. Tranne il circo e l'anfiteatro - che non erano però di tutti i giorni - non esisteva un altro centro di attrazione più forte, capace di unire tutti insieme - e di sostituire - gli altri luoghi di riunione e quindi di attrarre l'interesse di ogni genere di persone. Si andava alle terme per fare il bagno e compiere esercizi fisici, per passeggiare e per giocare, per mangiare e per bere, per assistere a spettacoli scenici e per ammirare opere d'arte, per ascoltare musica e conferenze, pubbliche letture e declamazioni poetiche. E anche per incontrare gli amici e conversare, per fare nuove conoscenze e cercare raccomandazioni e appoggi politici, per commentare i fatti del giorno e fare pettegolezzi, per scommettere sulle corse del circo e per trattare affari. Le terme finirono, dunque, col diventare polo di aggregazione, veicolo di diffusione della cultura, occasione di vita sociale. 
Il discorso vale innanzitutto per Roma e per i grandi stabilimenti termali che vi furono costruiti durante l'età imperiale. Da Roma, però, il fenomeno delle terme si diffuse largamente in Italia e in tutte le province dell'Impero, assumendo di fatto un ruolo di unificazione del costume e divenendo uno dei tratti più caratterizzati della romanizzazione. Dentro e fuori Roma la costruzione delle terme era spesso dovuta a precisi programmi "politici", sia da parte degli imperatori e del governo centrale sia da parte dei governi provinciali e delle amministrazioni municipali. Alla loro opera si affiancava quella dei privati cittadini (magistrati, notabili, benestanti), con interventi che potevano anche essere limitati al miglioramento delle attrezzature e dei servizi di impianti già esistenti, all'abbellimento degli ambienti, alla fornitura del legname per il riscaldamento. In ogni caso tali interventi procuravano prestigio e popolarità, agevolavano la carriera politica e favorivano le ambizioni, assicuravano fama ed onori tra i contemporanei e memoria nei posteri. 

Strutture termali a destinazione pubblica, con resti ampiamente leggibili e di sicura identificazione, non sono molte nella decima regio, più numerose sono le attrezzature di bagni o di riscaldamento nelle case private. A Concordia sono stati rinvenuti due complessi termali, l'uno pubblico e l'altro privato, costruiti verso la fine del II sec. d.C. Entrambi gli edifici sono collocati presso il confine nord orientale delle mura di cinta. Le terme pubbliche, indagate in parte alla fine dell'Ottocento, soltanto negli scavi effettuati a partire dal 1981 sono state meglio definite nella loro pianta. Disposte secondo un asse nord-sud, presentano una serie di vani ancora non chiaramente interpretabili, tra i quali si riconoscono tuttavia il calidarium e il tepidarium.


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