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Comune di Concordia Sagittaria

Città Metropolitana di Venezia - Regione del Veneto


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Vasa rubra - un progetto per i vasi rossi

Nella ceramica una miniera d’informazioni. Molto si conosce ormai dell’articolazione urbana dell’antica Iulia Concordia, mentre in buona parte sfugge il panorama della sua cultura materiale, finora oggetto di scarsa attenzione anche nelle pubblicazioni di settore. Gli scavi degli ultimi trent’anni hanno restituito una quantità ingente di materiali archeologici, soprattutto ceramici, solo in minima parte studiata. Eppure proprio dai cocci, “testimonianze involontarie della storia”, è possibile desumere tante informazioni su vita quotidiana, cultura e tenore economico delle comunità del passato. A partire da queste considerazioni, su iniziativa della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto e il concorso di vari enti, è stata avviata la realizzazione di una banca dati per lo studio dei reperti ceramici concordiesi.

Settemila frammenti di “sigillata”. Con la prima parte del progetto, denominata “Vasa rubra”, si è circoscritto lo studio a un’unica classe ceramica, allo scopo di dare una prima visione complessiva di quanto esistente nell’antica colonia. La classe scelta è quella delle” terre sigillate”, ritenuta la più funzionale a un progetto pilota, poiché la produzione standardizzata e l’esistenza di una cospicua bibliografia di confronto sono in grado di agevolare uno studio inevitabilmente basato sui grandi numeri. Con “terra sigillata” si identifica una produzione di ceramica fine di epoca romana (da metà I sec. a.C. fino alle ultime produzioni africane del VII sec. d.C.), caratterizzata da superficie brillante e colore rosso-arancione, ottenuti con un particolare procedimento di cottura. La definizione archeologica viene da sigillum, in latino diminutivo di signum, ‘statua’. Sigillata è quindi la ceramica con la superficie decorata da “figurine”; tuttavia gli studiosi comprendono in questa definizione anche la ceramica verniciata a superficie liscia, comunque realizzata con le stesse modalità. La ricognizione di tutto i reperti ceramici concordiesi appartenente a questa classe ha restituito in totale circa settemila pezzi.

Vasi da gran parte del mondo romano. Per la prima volta è stato possibile seguire, attraverso l’analisi della diffusione delle varie produzioni di “terra sigillata” (italiche, padane, africane, galliche, orientali) e la loro distribuzione nei siti di rinvenimento, alcuni aspetti della vita economica della colonia, di individuare le forme più diffuse e di identificare nuovi nomi dei vasai che le producevano. Questa prima fase del progetto è stata completata con il restauro di molti reperti e la realizzazione di una mostra didattica, allestita in diverse città del Veneto. Lo studio verrà allargato alle altre classi di materiale, affrontando l’analisi dei reperti provenienti dai grandi cantieri di scavo concordiesi, quali quelli del teatro, delle terme e del piazzale antistante la cattedrale.


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